Ricorso spagnolo contro il brevetto unitario: parere contrario dell’Avvocato Generale

Ricorso spagnolo contro il brevetto unitario: parere contrario dell’Avvocato Generale

In materia di brevetto unitario, ieri l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), Yves Bot, ha presentato le proprie conclusioni aventi ad oggetto i due ricorsi (procedimenti C-416/13 and C-417/13) promossi dalla Spagna il 22 Marzo 2013 contro il regolamento UE 1257/2012, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata per istituire una tutela brevettuale unitaria, e contro il regolamento UE 1260/2012, sul regime linguistico del brevetto unitario.

L’Avvocato Generale consiglia alla CGUE di respingere entrambi i ricorsi in quanto, a parer suo:

• grazie al regolamento n. 1257/2012 si attribuisce ai brevetti europei l’effetto unitario, da cui ne consegue una tutela unitaria del brevetto sul territorio degli Stati membri che partecipano alla cooperazione forzata senza che si creino interferenze con le norme previste dalla Convenzione di Monaco. Ciò comporta un beneficio in termini di certezza, uniformità e integrazione in quanto attualmente, in conformità con la Convenzione, gli effetti del brevetto europeo sono spiegati dalla normativa nazionale di ciascuno degli Stati per cui il brevetto è stato concesso con la conseguenza che, nell’ipotesi della medesima violazione commessa in vari Stati membri, esistono altrettante procedure e leggi differenti applicabili per dirimere le controversie.

• Per quanto concerne il regime linguistico (regolamento n. 1620/2012), il diritto dell’Unione europea non prevede un principio di uguaglianza fra le lingue e, attualmente, il regime di tutela del brevetto europeo comporta costi molto elevati. Il sistema istituito è volto a garantire una tutela unitaria del brevetto sul territorio di tutti gli Stati membri partecipanti alla cooperazione rafforzata evitando, grazie al regime linguistico, costi troppo elevati. Ne consegue che non dovranno più essere depositate una pluralità di domande nazionali di convalida con relativi i costi di traduzione: per limitare tali costi, occorre limitare il numero delle lingue nelle quali il brevetto deve essere tradotto.

È ora attesa sentenza della Corte di Giustizia UE.

Va ricordato che Spagna e Italia sono gli unici due paesi dell’Unione Europea che hanno rifiutato di partecipare alla cooperazione rafforzata per istituire il brevetto unitario.

Cit. Marchi e Brevetti Web